È presumibile che il castello prima del secolo XIV ancora non esistesse; si ritiene sia stato edificato dal Vescovo Lombardo della Torre che nel 1329 successe a Uberto Avogadro, un uomo di grandi virtù.

Edificato sui ripidi pendii del Brich, il castello era inespugnabile. Aveva una cerchia di robuste mura di pietra e vi si poteva accedere attraverso camminamenti che conducevano al ponte levatoio. Di forma quadrilatera, con quattro torri angolari a pianta circolare. La parte inferiore era adibita a prigione e a cantina.

A grande profondità si trovava una cisterna che raccoglieva l’acqua piovana da servire alla guarnigione. Dalle alte torri si potevano trasmettere segnali ai fortilizi circostanti e a quelli della pianura vercellese, i quali a loro volta potevano trasmetterli a Novara, Milano e ad altre terre di Piemonte e Lombardia.

Abbandonato e caduto in rovina nella seconda metà del 1500, venne acquistato e ricostruito, in soli sei mesi di lavoro febbrile, da Vittorio Buratti nel 1937. Le fondamenta sono quelle originali.