Un clamoroso falso, ma dall’anima autentica. Un intreccio di sentieri che salgono tra i boschi per raggiungere un edificio dall’aspetto antico, realizzato in realtà all’inizio del Novecento.

A idearne e promuovere la ricostruzione, sui pochi resti del vero castello risalente all’epoca medievale, fu Vittorio Buratti. Era il 1937, quando divenne proprietario dei ruderi e del resto del poggio, acquistando i vari terreni da ben 125 proprietari. Il suo sogno era di realizzare un’opera di valorizzazione turistica del luogo.
In soli sei mesi di lavoro febbrile, si sgomberarono le macerie e si costruirono il Castello, la Cascina Alé, la Casa di Guardia e le strade d’accesso.

Il castello rappresenta il momento finale della visita; si trova nel punto più alto e domina il Brich con la forza delle sue mura in pietra grigia e delle sue merlature. La costruzione presenta due spaziose terrazze panoramiche dalle quali è possibile godere di un unico panorama a 360° che spazia dalla città di Biella e dalla sua pianura, costellata da molti comuni, ai monti biellesi, alla serra morenica di Ivrea, alle Alpi.
All’interno il castello possiede ancora una grande sala, per mostre e iniziative varie, e la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, di antica costruzione.